Il cerchio si sta per chiudere.

Troverete in questo post l’ultima parte delle fotografie contenute nel mio libro su Černobyl’.
È stato un viaggio incredibile, fantastico e pieno di magia. Un viaggio incominciato a Kiev, una mattina di aprile di qualche anno fa, che terminerà il suo naturale corso con la disponibilità al download digitale gratuito il prossimo 26 aprile a partire dalle 1:23:40.
Pubblico così le ultime fotografie con una dedica speciale: grazie a chi ha voluto così intensamente sapere, conoscere e scoprire. Grazie a chi ha voluto condividere con me questo viaggio e ne condividerà altri mille, tenendo salda la mano sulla maniglia della mia valigia. Che di strada ne abbiamo ancora tanta da percorrere.
Grazie a chi ha voluto fermamente questo libro e che avrebbe fatto di tutto per averlo, perché mi ha potuto dimostrare, al di là delle parole, l’attaccamento a me ed a quello che faccio.
E un grazie a tutti quelli che lo hanno comprato e lo hanno usato anche solo per livellare il tavolo del soggiorno: avete contribuito a rendere la vita dei bambini ospedalizzati un po’ meno grigia, grazie al vostro sostegno.
Grazie ancora, si grazie a te. Grazie di aver dipinto la mia anima con tutti i colori dell’arcobaleno.
Tieni il libro, rileggilo otto volte. E poi aiutami a scriverne di nuovi.
Grazie a tutti, grazie dal cuore di un troll: questo è stato solo un meraviglioso inizio…

Daniele

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In molti, ancora oggi, si sono detti ramaricati dal fatto di non essere riusciti, per svariate ragioni, ad avere il mio libro fotografico su Černobyl’. Mi sembrava giusto, ad un anno dall’esaurimento dei volumi, pubblicare le foto che nel libro sono contenute.

Ma non solo: il 26 aprile, giorno che resterà per sempre nella memoria collettiva del mondo,  sarà attivo un link sulla Homepage per il download gratuito del volume. Mi piacerebbe che chi decidesse di scaricare il libro con la mano destra, con la sinistra si adoperasse per fare una piccola donazione all’ASTRO o all’AGMEN, anche simbolica, anche di un solo euro appena. Una donazione che significherebbe sostegno, continuo, a due associazioni che si adoperano senza sosta nell’aiuto dei Bambini in difficoltà e delle loro famiglie; un modo, se volete vederla da questa prospettiva, per onorare la memoria di quanti hanno sacrificato tutto, fin anche il loro bene più prezioso, per la salvaguardia dell’intera umanità.

Grazie in anticipo.

 

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PD

Novembre è in arrivo e porta con sė una manifestazione unica e meravigliosa nel mondo della fotografia: il festival Zero Pixel, giunto quest’anno alla sua quinta edizione. Quest’anno, per la seconda volta, gli organizzatori hanno voluto coinvolgermi in questo meraviglioso progetto che porta a Trieste, e non solo, il meglio della fotografia chimica. A partire dal 5 novembre, quindi, troverete una mia fotografia “Рудий ліс – Ai margini della Foresta Rossa”, esposta presso la Biblioteca Statale S. Crise di L.go Papa Giovanni XXIII n. 6.

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La fotografia, una 50×50 scattata con la Hasselblad 500 cm e la pellicola Ilfotrd FP4, ha immortalato il margine della foresta rossa, poco distante da quellonche fu l’abitato di Pryp”jat’, a una decina di chilometri dalla centrale nucleare di Černobyl’.
Di seguito riporto le informazioni consultabili sul sito dell’associazione:

L’etimologia della parola TERRA si riconduce alla radice indoeuropea tars- (secco) che ritroviamo nel sanscrito trsyami, nel greco τερσαίνω (fare seccare), nel verbo latino torrĕo (disseccare) e, sempre

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in latino, nell’aggettivo sostantivato, terra (o tersa) con sottintesa la parola materia. Per cui, TERRA significa originariamente e letteralmente “materia asciutta” da contrapporsi alle acque che nella cosmogonia antica costituivano buona parte dell’universo.
Nell’enciclopedia Treccani lo sviluppo del significato della parola TERRA è molto ampio e coglie numerose sfumature utili ad ispirazioni interpretative.
Tuttavia, per non limitare la creatività e la fantasia dei fotografi invitati a svilupparlo, viene data la massima libertà di espressione a ciò che TERRA può significare in senso lato, intesa come:
– pianeta o parte dell’Universo, come suolo vergine, ventre che germina e nutre;
– suolo utilizzato, trattato, maltrattato, inquinato, cementificato, deforestato;
– luogo di sperimentazioni;
– luogo natio, di appartenenza, sognato, desiderato, conteso e agognato, nemico;
– luogo di nessuno, di nascita, di sepoltura.

Ci vediamo il 5 novembre!

PD