Possedere.

Appartenere a chi rivendica il possesso, a chi si presta, a chi si spende. Valicare i confini corporei del proprio Io per donarsi, anima e corpo, senza bisogno di dire una parola, senza ripensamenti, senza esitazioni.

Essere, non sembrare; essere per vedere, non per guardare.

Donarsi, spogliarsi, rendersi acqua: fluido che riempie in modo cristallino e puro il contenitore in cui viene versato e travolgere ciò che ti possiede, affinché possa godere appieno di te e di tutto il tuo essere forma nuova.
Divenire contenitore e farsi riempire, fino all’orlo, fino a non avere più limiti fisici, senza barriere né pareti, senza capo né coda, senza tappo né fondo.
Accettarsi, arrendersi alla forza dolce ed irruente di ciò che entra nel tuo corpo e ne sconquassa ogni singolo muscolo, frantuma ogni osso occupando tutti gli spazi lasciati vuoti dai sogni infranti, dalle botte prese e che sono diventate lividi nell’anima, dalle gioie passate, dalle risa di gusto, dai fasti di un tempo che fu, dalle lacrime amare, dai nuovi sogni e dai desidèri che desideri.
Chiudere gli occhi, mutare forma e colore, aprirsi per inglobare, per accettare, per far restare.

Capirsi ed inventarsi.

Accendersi e risplendere, come la luce del nuovo giorno, come i riflessi su un mare in tempesta che schiuma di rabbia, come il primo sole che bacia, delicato, i merletti più alti del castello in fondo al golfo. Bruciare di passione, essere luce, farsi accendere da parole conosciute e mai dimenticate, come una fiamma che sicura sfida la notte, irraggia le tenebre e segna il passo lungo il cammino.
Essere luce, essere vita, farsi vivere e possedere.
Essere suo.

Persempre.

luce

Polaroid SX-70
Impossibile Film
©danielepeluso.com

PelusoDaniele.png