Tributo a Roy Lichtenstein

Serie di quattro istantanee manipolate. Tributo ad uno dei massimi esponenti della pop art newyorkese, celebre per la tecnica Ben-Day che lo ha reso icona inconfondibile in tutto il globo.

Polaroid Spectra System camera.
Polaroid 1200 film, scaduto settembre 2009.
Close-up stand Duplicator
Manipolato – Ready Made
©danielepeluso.com / Febbraio 2019

 

PD

Trieste Film Festival 2019

In concomitanza con il Trieste Film Festival, conclusosi lo scorso gennaio con la premiazione dei film in concorso, si è svolta una “Call” per fotografi, professionisti e non, chiamati a ritrarre i protagonisti del festival. Mi si è presentata, tra capo e collo, la ghiotta occasione di implementare il mio lavoro di ritratto istantaneo sogni/anime includendo le fotografie raccolte al festival occasione che, ovviamente, non mi sono lasciato scappare…
Ho abbandonato, molto prima di scattare la prima fotografia, ogni velleità competitiva per dedicarmi totalmente alla creazione di un’opera unica per ogni soggetto utilizzando i ritratti istantanei fatti ai protagonisti del Festival, assieme alle cartoline promozionali che ho rivisitato in un Ready-Made istantaneo dedicato al Trieste Film Festival. Mi sono discostato, in fase di rielaborazione delle fotografie, dal progetto in corso sul ritratto introspettivo posato, per cercare di rendere gli scatti del festival triestino un lavoto unico in ogni sua parte.

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Per correttezza ho spedito tutto il materiale prodotto, in forma digitale, all’organizzazione del contest ringraziandoli sentitamente per la grossa occasione che mi hanno concesso. È stato davvero bello e gratificante vedere come tutti i personaggi ritratti nei giorni del festival si siano immediatamente interessati alla mia Leica Sofort stupiti, piacevolmente stupiti, del rifiorire della tecnica fotografica che Polaroid e il genio di Edwin Herbert Land resero celebri sopratutto dall’inizio degli anni settanta. La fotografia istantanea continua a riscuotere un vivo interesse, e questo è un bene. Si è sviluppato così un rapporto molto intimo, quasi magico, tra me e il soggetto ritratto fatto di una compiaciuta complicità frammista ad una spontanea curiosità, molto lontana dei ritratti rubati da lontano o dalle ingerenze dei fotografi da catena di montaggio del “si metta di lato/guardi l’obiettivo/si volti/si giri dall’altra parte/faccia un salto/ne faccia un altro/fai la riverenza/avanti un altro…”. I ritratti che ho avuto modo di catturare mi hanno regalato delle persone che si sono abbandonate totalmente al mio obiettivo con naturalezza, vero tratto essenziale a mio modo di vedere di un ritratto che sia quantomeno rappresentativo. Checché ne dica chicchessia.
Lunga vita al Trieste Film Festival quindi, e arrivederci alla prossima edizione!

L’immagine della cartoline promozionali del Festival, opportunamente manipolate, sono di: ISABELLE ADJANI, Berlin Wall, 1981 ©Dominique Issermann

Leica Sofort
FujiFilm Instax Mini Mono Chrome
INSTANT FILM
Ready-Made
COPIA UNICA – COLLEZIONE PRIVATA
©danielepeluso.com / Gennaio 2019

PD

From the Past | Vukovar 2015

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Vukovar – Torre dell’acqua Fujifilm FP-100 C | Polaroid Colorpack II

Le mie velleità editoriali partirono da questo punto.
Il progetto “Il Paese dai Tetti di Stelle”, nato dalla sinergica volontà e curiosità mia e degli indispensabili Luca e Maurizio, è stato il primo progetto fotografico a lungo termine che ho avuto modo di sviluppare da quando ho iniziato a tenere tra le mani un apparecchio fotografico.
Sarebbe dovuto essere il mio primo libro mandato in stampa; i casi della vita, a cui nessuno può sottrarsi nemmeno gli Dèi, mi hanno portato a pubblicare però prima il volume fotografico sul disastro nucleare di Černobyl’, accantonando di fatto il progetto sulla Croazia post-bellica iniziato nel lontano 2013.
Quasi conclusa l’esperienza con il primo volume (i libri rimasti sono sempre meno e la donazione contavo di farla entro febbraio) è già ora di rimettersi al lavoro per ripulire dalla polvere la grande mole di lavoro fatto fino a sei mesi fa.
Rimestando documenti tra gli archivi, ho inaspettatamente trovato un post che avrei dovuto pubblicare sul vecchio sito ma che – se non ricordo male – non ha mai visto la luce. Visto il contenuto significativo ancora oggi, lo pubblico in calce, in maniera da usarlo come sprone personale per farmi ripartire col piede giusto in questa nuova avventura.

Sarà un nuovo inizio e so che sarà una nuova lunghissima maratona: ma forte dell’esperienza avuta con il primo volume, unita ad una certa dose di entusiasmo, la strada, ne sono sicuro, sarà un po’ meno in salita. Sono già alla ricerca di un nuovo “obiettivo” benefico in modo da continuare a solcare la strada della beneficenza che ho avuto modo di percorrere negli ultimi mesi; di progetti interessanti e meritevoli ce ne sono a bizzeffe, basterà soltanto valutare con calma. Ma non ho fretta: in fin dei conti il lavoro è appena iniziato!

Tra una settimana, verosimilmente a quest’ora, starò vagando per la Slavonia o nei dintorni di Vukovar per mettere fine alla parte documentale del libro che iniziai a scrivere, grazie all’aiuto di due fedeli amici, più di due anni fa.
“Il paese dai tetti di stelle”, questo è il nome che verosimilmente il mio libro avrà, è stato un progetto fantastico, unico per quanto mi riguarda, che nel corso degli anni è stato in grado di farmi maturare come individuo, mettendomi davanti a delle realtà crude ed intense, capaci di segnarmi nel profondo.
Il libro è stata una scommessa con me stesso, una delle molteplici scommesse che, fino a questo momento, avevo sempre perso.
Da quando ho superato il periodo della pubertà, mi è sempre stato rinfacciato (a ragione) di non riuscire mai a portare una cosa a compimento, di non essere in grado di finire niente, di perdermi sempre per strada, accecato dalle lusinghe di progetti sempre migliori, sempre più ambiziosi, sempre più importanti di quelli che già avevo in piedi. Fosse stato un hobby o uno sport, non aveva grossa importanza. Non riuscivo a concludere mai niente con buona pace di chi mi stava vicino, ormai scoraggiato e deluso dal mio scostante ed indecifrabile comportamento.

Questo libro, invece, voluto fortemente dal sottoscritto, è stata la famosa svolta che, per la prima volta nella vita, mi ha fatto vedere a pochi passi di distanza la linea del traguardo, la bandiera a scacchi, la parola fine di un progetto. Sabato prossimo a quest’ora starò girando con la mia amata Polaroid per qualche villaggio croato distrutto dalla furia di una guerra che, lontano nei nostri ricordi d’infanzia, riuscì a sconvolgere la cara e vecchia Europa. Dopo aver viaggiato in lungo ed in largo per la Croazia, lontani mille miglia dalle rotte dei vacanzieri che tutto conoscono del paese a scacchi bianco rossi, avrà luogo finalmente l’ultima estenuante ricerca che, come punto d’arrivo, avrà Vukovar, la città martire per eccellenza nella guerra patriottica croata.

Sono molto combattuto, lo devo ammettere: da una parte sono felice di essere arrivato tutto intero (cosa assolutamente non scontata) alla fine di questo lungo viaggio, ma dall’altra, ad una settimana dalla partenza, sono già triste per la chiusura di questa che, posso dire a tutti gli effetti, è stata un’avventura fantastica. Scrivere un libro come sto tentando di fare, senza grosse basi ma armato solo di una grande passione, non è stata cosa semplice. Scrivere un diario di viaggio, parlando di un argomento così difficile – e credetemi, di ancora sconcertante attualità – è stato un impegno (anche emotivo) che non dimenticherò mai.

Spero avrete la voglia e la pazienza di seguirmi fino alla fine di questa fantastica avventura.

PD

Černobyl’ – 30 anni dopo | Anteprima #2

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Ancora pochi giorni per visitare la mostra “Černobyl’ – 30 anni dopo” all’Antico Caffè San Marco di Trieste.

Ci vediamo:

Domenica 16 dicembre 2018 alle ore 18:30 in via Battisti 18 per l’asta benefica delle fotografie esposte.

Tutto il ricavato dell’asta, assieme a molto dei proventi della vendita del libro/catalogo, saranno devoluti in beneficenza grazie all’indispensabile aiuto della Associazione Officina Istantanea di cui sono – orgoglioso – socio.

A domenica!

Insieme #sepol

#iotifosveva

PD

I’m Back | Il Valore Della Solidarietà

È passato poco più di un mese da quando, un vile furto perpetrato nell’ombra da infami senza volto, mi ha privato di due macchine fotografiche. Il colpo ricevuto è stato durissimo ma, grazie al supporto e al sostegno di molte persone, sono riuscito a portare a compimento tutti gli impegni presi tempo addietro. E per questo devo dire grazie a chi non ha mai fatto mancare il proprio sostegno.
Ma oggi, e lo dico con un certo orgoglio mischiato ad una buona dose di sincera gratitudine, ho potuto rialzarmi nuovamente e mettere un po’ di più la testa fuori dal fango.

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A mia insaputa, un gruppo di tassisti triestini, venuti a conoscenza del furto subito, si sono attivati mettendo in piedi una “sottoscrizione volontaria” (per non chiamarla colletta), affinché potessi ricominciare a fare quello che amo: scattare fotografie.
Ebbene, proprio ieri, è arrivata la sostituta menta della mia Leica Sofort, macchina fotografica a sviluppo istantaneo con la quale ho iniziato un grosso progetto di ritratto denominato #sogni / #anime
Ringrazio pubblicamente questo manipolo di tassisti che mi ha permesso di ricominciare laddove mi ero fermato. Grazie dell’aiuto e del vostro gesto: non dimenticherò, statene pur certi.

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Grazie

Daniele – Taxi numero 65 –

PD

Černobyl’ – 30 anni dopo | Anteprima #1

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Questa assieme ad una ottantina di altre immagini saranno esposte in occaione della mia mostra “Černobyl’ – 30 anni dopo”. Ci vediamo quindi

Lunedì 10 dicembre 2018 alle ore 18:30 in via Battisti 18 presso l’Antico Caffè San Marco

Insieme #sepol

#iotifosveva

PD

Trieste in Blu

Tempo fa mi finirono per le mani due pacchetti nuovi dell’Impossible Project per la SX-70.
Era da un po’ di tempo che non utilizzavo il vecchio gioiellino nato dal genio di Edward Land e decisi, complice una giornata a dir poco meravigliosa, di dare una nuova opportunità alle pellicole prodotte dal progetto istantaneo olandese. Premetto che di film della fabbrica che riprese in mano le sorti della gloriosa Polaroid ne ho comperati davvero molti, spendendo una vera e propria fortuna (con risultati obiettivamente scadenti), quindi tornare a scattare con i nuovi film era una sfida che avevo deciso di accettare spinto da una incontenibile curiosità.
Quello che ne è uscito è questa serie di immagini di #Trieste colte all’apice del mio momento minimalista – momento che per fortuna non è ancora terminato.

PD

#sogni in corso | #anime vaganti

La fotografia è il demone che ho scelto, o forse è stata la fotografia a scegliere me. Non ho nemmeno iniziato a lavorare sul progetto Černobyl’ che ho già sviluppato un nuovo lavoro interamente dedicato alla fotografia istantanea.
Il nuovo progetto è quanto di più distante ci possa essere rispetto all’idea stessa di fotografia che avevo quando ho iniziato a dedicarmi a questa splendida Arte. Vent’anni fa non avrei mai pensato di fotografare la gente; da giovanissimo trovavo i ritratti una cosa fastidiosa, inutile, un tipo di fotografia che mai si sarebbe radicata in me. Quattro lustri più tardi, dopo aver passato gli ultimi dieci anni a fotografare eventi sportivi, musicali e in generale ogni tipo possibile di umanità, ho dato il via ad un progetto di ritratto molto intimo e introspettivo, ribattezzato #sogni / #anime.
Il titolo del progetto è ancora provvisorio, instabile e traballante come me e le mie idee, anche se nella parziale inadeguatezza riesce a racchiudere in sé lo scopo dell’intero progetto: riprendere, nei limiti del possibile, le diverse anime che popolano Trieste. Ho scelto la fotografia istantanea in modo da rendere i soggetti ritratti delle vere e proprie opere d’arte, irriproducibili e senza nessun artefizio tecnologico, in modo da poterne cogliere la vera essenza, appunto, istantanea.

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Ho iniziato a ritrarre le varie anime che popolano questa città eternamente persa tra passato e presente, lontana da tutto ma al centro di un tutto ancora più grande, piena zeppa di talenti, eccellenze, idee e occasioni. Ho cercato di dare spazio a chi ha reso onore al nome di Trieste in giro per il mondo, a chi si è trovato qui per caso o solo di passaggio, ma anche alle persone che ho ritenuto “interessanti” nel corso del mio quotidiano, indipendentemente dal sesso, razza, religione o gusti musicali.
Raccolgo così i ritratti di individui molto diversi tra loro, e mi diverto un sacco a farlo perché la fotografia è conoscenza e socializzazione, è scoperta ed incontro, perché ritrarre gli altri ti dà la possibilità di svelare una parte intima e nascosta che solo attraverso l’obiettivo del fotografo riesce a carpire.
Ho appena iniziato e già mi sto divertendo parecchio: vi racconterò del pranzo con uno dei più grandi fotoreporter al mondo e della sua grande umanità, o dello scatto mordi e fuggi con un virologo di fama internazionale, o dei scampoli di fotografia raccontata dai ricordi di un noto conduttore radiofonico, ma anche della tatuatrice giramondo e della autista di autobus perennemente in ritardo. Anime uniche e preziose.
Umanità diverse che si sono date appuntamento a Trieste, in questo lembo di terra tra cielo e mare dove nulla succede per caso, nemmeno gli incontri più improbabili.

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Černobyl’ – 30 anni dopo | LA MOSTRA

LA MOSTRA FOTOGRAFICA

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Černobyl’ – 30 anni dopo non è solo un libro fotografico!

Il progetto, infatti, è molto più articolato ed è giunto il momento di rivelarne una sostanziosa parte.
Le fotografie che compongono il libro saranno infatti esposte nella prestigiosa location triestina dell’Antico Caffè San Marco di Trieste dal 10 al 16 dicembre 2018.
La mostra, curata da Michela Scagnetti e dall’insostituibile lavoro dell’Officina Istantanea, raccoglierà nel magnifico caffè triestino, ritrovo di artisti ed intellettuali come Saba, Svevo, Joyce e Magris, tutte le immagini istantanee raccolte nel volume che sarà distribuito a partire dal giorno stesso dell’inaugurazione.
Alla fine della mostra, DOMENICA 16 dicembre, l’appuntamento si rinnoverà per la vendita delle immagini esposte. Le fotografie saranno infatti vendute, in un’asta aperta a tutti, e il cui ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza all’associazione A.G.M.E.N. di Trieste a all’associazione ASTRO, realtà operanti presso l’Ospedale Infantile Burlo Garofolo di Trieste.
L’appuntamento è fissato quindi per l’inaugurazione della mostra:

Lunedì 10 dicembre 2018 alle ore 18:30 in via Battisti 18 presso l’Antico Caffè San Marco

Ricordo che anche parte dei ricavati del volume/catalogo “Černobyl’ – 30 anni dopo” verranno devoluti in beneficenza assieme alle offerte che ognuno deciderà di fare. L’intero progetto è nato sull’onda del sostegno alla causa #iotifosveva e per dare un contributo tangibile a tutti quei bambini che combattono, assieme alla nostra piccola amica, una battaglia durissima per la loro vita assieme alle loro famiglie. È per questo motivo che ho scelto, assieme alle persone che si sono prodigate nella realizzazione di questa mostra, di donare il ricavato della vendita delle immagini a queste due associazioni: una maniera concreta di aiutare, sul campo, chi aiuta.

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FIRMANERA200

Da padre a figlio

ritrratto eirik

«Papà! Papà, posso farti una fotografia?»
«Ma amore, lo sai che a papà non piace essere fotografato. E poi non credo che tu voglia davvero fotografare un cinghiale…»
«Ma papà, tu non sei un cinghiale!»
«Beh, insomma. Comunque va bene dai, tira fuori la tua macchina fotografica e dacci dentro.»
«Papà io vorrei fotografarti con una delle tue macchinette però. Vorrei provare quella strana che sta sul tavolo.»
«Quella istantanea, Eirik? Quella che sputa fuori subito la fotografia senza nemmeno la compassionevole passatina con photoshop per sembrare un essere umano?»
«Quella che fa uscire subito la foto!»
«Ecco, perfetto. Va bene dai, prendila in mano, accendila, mira la tua preda irsuta e scatta. Ricorda che hai un solo colpo, una sola possibilità per fare bene. One shot, one kill.»
«Si, tranquillo. Grazie papà.»
«Grazie a te, Eirik.»

PD

 

Benvenuti

ritrattoBenvenuti sul mio nuovo sito danielepeluso.com

In queste pagine potrete trovare tutta la mia produzione fotografica passata, il mio inquieto presente e tutti i progetti per il futuro. Tutto in un unico contenitore ermetico, una scatola del tempo virtuale in cui riverso frammenti di vita, schegge impazzite fatte di luoghi e persone, racconti di vita e di tutto quello che mi circonda.

PD