Passeggi lungo le strade chiassose ed affollate di una cittadina di mare. Vestiti striminziti, colori sgargianti, corpi abbronzati e profumo di crema solare mischiata a carne alla brace t’invade. Cammini con passo incerto, stordito, frastornato da quel mondo caleidoscopico fatto di luci e paccottiglia a buon mercato. Inizi a trattenere il respiro.

I camerieri tentano di farti entrare nei loro locali con il sorriso più affabile di sempre. Ma non cerchi cibo. Cerchi un angolo, un cantuccio tutto tuo fuori dal marasma per scattare una foto, una foto che sappia di Lei.

In debito d’ossigeno, scappi dalle direttrici più affollate, eviti sorrisi e pacche sulle spalle, schivi bambini urlanti sporchi di gelato, totalmente abbandonati a sé stessi da genitori in costante modalità Spritz. Affanni. Stanchezze. Vedi un pertugio, piccolo passaggio tra le calli che porta verso una luce. Segui quella luce come un bambino segue un aquilone. Sai che ci sarà quello che cerchi. Sai che sarà perfetto.

Esci dalla tormenta. Lasci che la luce del tramonto ti riempia cuore e polmoni. Respiri. Respiro. È il posto che cercavi. Tutto il caos lo lasci alle spalle, trovi il posto che stavi cercando. Per Lei.

È al mare che affidi il tuo messaggio, quel mare che hai dentro e che ti riempie fino all’orlo. Ti tiempie come solo Lei sa fare. Come solo Lei può fare. Come solo Lei.

“C’è un cielo che potrei sedermi qui e raccontartelo. E dirti quanti colori gli mancano quando non ci sei.” (F.Caramagna)