Possedere.

Appartenere a chi rivendica il possesso, a chi si presta, a chi si spende. Valicare i confini corporei del proprio Io per donarsi, anima e corpo, senza bisogno di dire una parola, senza ripensamenti, senza esitazioni.

Essere, non sembrare; essere per vedere, non per guardare.

Donarsi, spogliarsi, rendersi acqua: fluido che riempie in modo cristallino e puro il contenitore in cui viene versato e travolgere ciò che ti possiede, affinché possa godere appieno di te e di tutto il tuo essere forma nuova.
Divenire contenitore e farsi riempire, fino all’orlo, fino a non avere più limiti fisici, senza barriere né pareti, senza capo né coda, senza tappo né fondo.
Accettarsi, arrendersi alla forza dolce ed irruente di ciò che entra nel tuo corpo e ne sconquassa ogni singolo muscolo, frantuma ogni osso occupando tutti gli spazi lasciati vuoti dai sogni infranti, dalle botte prese e che sono diventate lividi nell’anima, dalle gioie passate, dalle risa di gusto, dai fasti di un tempo che fu, dalle lacrime amare, dai nuovi sogni e dai desidèri che desideri.
Chiudere gli occhi, mutare forma e colore, aprirsi per inglobare, per accettare, per far restare.

Capirsi ed inventarsi.

Accendersi e risplendere, come la luce del nuovo giorno, come i riflessi su un mare in tempesta che schiuma di rabbia, come il primo sole che bacia, delicato, i merletti più alti del castello in fondo al golfo. Bruciare di passione, essere luce, farsi accendere da parole conosciute e mai dimenticate, come una fiamma che sicura sfida la notte, irraggia le tenebre e segna il passo lungo il cammino.
Essere luce, essere vita, farsi vivere e possedere.
Essere suo.

Persempre.

luce

Polaroid SX-70
Impossibile Film
©danielepeluso.com

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Tempo fa mi finirono per le mani due pacchetti nuovi dell’Impossible Project per la SX-70.
Era da un po’ di tempo che non utilizzavo il vecchio gioiellino nato dal genio di Edward Land e decisi, complice una giornata a dir poco meravigliosa, di dare una nuova opportunità alle pellicole prodotte dal progetto istantaneo olandese. Premetto che di film della fabbrica che riprese in mano le sorti della gloriosa Polaroid ne ho comperati davvero molti, spendendo una vera e propria fortuna (con risultati obiettivamente scadenti), quindi tornare a scattare con i nuovi film era una sfida che avevo deciso di accettare spinto da una incontenibile curiosità.
Quello che ne è uscito è questa serie di immagini di #Trieste colte all’apice del mio momento minimalista – momento che per fortuna non è ancora terminato.

PD