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Sono come una palla da Rugby: in continuo movimento, incapace di stare fermo, imprevedibile sul dove andrò a rimbalzare. Intanto rotolo, e rotolando produco energia.

Dopo il nuovo progetto “Rendi la tua vita un’opera d’arte” partito nemmeno un mese fa, e alle numerose iniziative fotografiche che mi vedono decisamente iperattivo, nasce questa mia nuova finestra sulla fotografia e, più in generale, sul mondo delle interazioni umane legate alle immagini.

Il mio nuovo progetto: “Percorso [Analogico] Fuori Controllo” nasce in maniera semplice. Queste sono le caratteristiche essenziali:

  • Tre macchine fotografiche usa e getta Kodak Funsever vengono date a tre persone diverse. Ogni persona ha a disposizione 2 fotografie da scattare, a proprio piacimento, seguendo il tema “PEOPLE”. L’unico vincolo è che le foto dovranno essere una in formato verticale, l’altra in formato orizzontale.
  • Scattate le fotografie la persona dovrà imballare con cura la propria macchina fotografica e spedirla via posta ad un’altra persona che continuerà così il percorso.
  • Chi riceverà la macchinetta dovra mandare una mail all’indirizzo pafcproject2020@gmail.com per comunicare le nuova posizione che sarà segnata sulla mappa nella pagina linkata in alto.
  • Dentro ogni pacco contentente la macchina fotografica ci sarà, per aiutare maggiormente chi la riceverà, un quaderno con le istruzioni che potrà essere personalizzato dagli autori ed un sacchetto nel quale ogni “fotografo” dovrà mettere qualche oggetto personale, di piccole dimensioni, che farà funzione di piccola “TimeBox”.  Un modo per potersi raccontare, usando il proprio linguaggio, a chi verrà dopo, e conseguentemente a tutti quelli che saranno coinvolti ad ogni titolo nel progetto.

Tutto il materiale dovrà essere spedito, una volta finita la pellicola, al mio indirizzo di casa che è stato riportato nelle istruzioni del quaderno. Alla fine del percorso, se tutto procederà senza intoppi, verrà organizzata una mostra fotografica accompagnata dagli oggetti che gli autori inseriranno nella sacca allegata.

Finita la mostra, negativi originali e tutti gli oggetti che saranno raccolti o impiegati durante questo percorso verranno inseriti in una vera Timebox, assieme al nome di tutti i partecipanti e sarà sotterrata in un posto segreto, a perenne ricordo di questa esperienza.

La prima macchina fotografica, la “Total Black” è in viaggio verso la Norvegia, e più esattamente verso Tromsø, quella che io reputo la mia seconda casa. La seconda macchina la Red Special”, sarà invece conseganta a mano nei prossimi giorni e partirà il suo viaggio anch’essa da Trieste. La terza “Deepest Green”, non so ancora che fine farà, ma qualche idea in merito me la sono già fatta.

Come una – magnifica – palla da Rugby ho iniziato a sbattere di qua e di la, senza una meta ma con un obiettivo ben preciso: rendere la vita degli altri migliore attraverso il linguaggio della fotografia. Non so dove andrò a finire, so solo che mi divertirò tantissimo, e voi con me.

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In molti, ancora oggi, si sono detti ramaricati dal fatto di non essere riusciti, per svariate ragioni, ad avere il mio libro fotografico su Černobyl’. Mi sembrava giusto, ad un anno dall’esaurimento dei volumi, pubblicare le foto che nel libro sono contenute.

Ma non solo: il 26 aprile, giorno che resterà per sempre nella memoria collettiva del mondo,  sarà attivo un link sulla Homepage per il download gratuito del volume. Mi piacerebbe che chi decidesse di scaricare il libro con la mano destra, con la sinistra si adoperasse per fare una piccola donazione all’ASTRO o all’AGMEN, anche simbolica, anche di un solo euro appena. Una donazione che significherebbe sostegno, continuo, a due associazioni che si adoperano senza sosta nell’aiuto dei Bambini in difficoltà e delle loro famiglie; un modo, se volete vederla da questa prospettiva, per onorare la memoria di quanti hanno sacrificato tutto, fin anche il loro bene più prezioso, per la salvaguardia dell’intera umanità.

Grazie in anticipo.

 

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PD