Černobyl’ – 30 anni dopo

Černobyl’ – 30 anni dopo

Il libro fotografico Černobyl’ – 30 anni dopo, nasce da una raccolta di scatti ottenuti presso la zona di alienazione di Černobyl’ a trent’anni dal tragico incidente avvenuto presso la centrale nucleare “Vladimir Il’ič Lenin” il 26 aprile 1986.
Le fotografie sono state raccolte sul campo digitalmente in un due giorni di shooting nella zona contaminata, tutt’oggi controllata militarmente dal governo ucraino. Gli scatti selezionati per la mostra sono stati raccolti a Černobyl’, Pryp”jat’, presso la base militare Duga-3 e nei villaggi abbandonati sul confine con la Bielorussia.
In origine le immagini sono state catturate digitalmente; solo in un secondo momento ho deciso di renderle “uniche e irreplicabili” stampandole tramite la tecnologia ibrida della Fuji Instax Square, e rendendola di fatto un’opera istantanea. I relativi files digitali sono stati eliminati subito dopo la stampa della fotografia, rendendo così ogni singola opera, di fatto, irriproducibile. Questo percorso è stato dettato dalla mia volontà di vendere, dopo una esposizione pubblica delle immagini, le fotografie come pezzi unici e di devolvere l’intero ricavato delle immagini (grazie all’indispensabile supporto dell’associazione Officina Istantanea) all‘A.G.M.E.N. (Associazione Genitori Malati Emopatici Neoplastici), e all’associazione ospedaliera ASTRO entrambe operanti presso, e non solo, l’ospedale Infantie Burlo Garofolo di Trieste. Il libro e la relativa mostra rientra nel macro “progetto” #iotifosveva nato per sostenere la piccola Sveva assieme a tutta la famiglia, senza però dimenticare tutti i bambini nelle stesse condizioni di salute della nostra piccola amica. Un sostegno concreto a chi conbatte ogni giorno una battaglia dura, una battaglia a cui tutti siamo chiamati a dare un contributo. Insieme vincere si può!

La pubblicazione del libro, stampato in 250 copie numerate a mano, è prevista per la fine di novembre 2018. Il progetto grafico del libro è stato curato dall’artista  triestina Marzia Postogna.