[Fotografica][Mente] – Ne vale sempre la pena

[Fotografica][Mente] – Ne vale sempre la pena

Attendo.
Come quando fuori piove e le gocce rigano il vetro. Si rincorrono, si sfidano, si aspettano, si agganciano fino a sparire. Insieme.
Attendo.
Come quando mi fermo a guardare il lampo squarciare il nero della notte e conto, dentro me, fino al fragore del tuono. Tempo che sembra infinito, col cuore in gola, aspettando che il cielo squassi l’orizzonte e colpisca il mio mondo.
Un mondo che attende, silente, ma dentro vorrebbe urlare.
Attendo.
Come quando le nuvole coprono il sole, dispettose, mentre godi del suo caldo tepore e apri gli occhi, indispettito, per essere piombato nuovamente nel freddo. Esorti il vento a fare quello che meglio gli riesce e scansi quella soffice e voluttuosa bianca impicciona, per portarla lontano, dove l’occhio si perde, in attesa del ritrovato calore di quell’abbraccio. Attendi. Attendo.
Attendo.
Nella tempesta, su di una barca di carta, coperta di parole. Nella forza dei marosi, inghiottito dall’acqua e dall’inchiostro, aspetto di raggiungere la vetta della cresta per poter respirare. Per tenere la testa fuori.
Per riavere quel profumo.
Sulla cima dell’onda, alto sopra il fragore terribile del caos che mi vuole inghiottire, grido ai quattro venti la mia ferrea volontà. Attendo l’onda lunga che non mi avrà perché attendo, ben saldo e fiducioso sulla tenuta della mia chiglia, piegando il tempo al mio volere.
Perché attendo e l’attesa mi rende più forte. L’attesa mi rende sicuro e non vacillo, non mi fa dubitare e mi rende padrone dei miei pensieri, dei miei movimenti, fin anche della frequenza dei battiti del mio cuore. Attendo con il sorriso guardando in faccia il destino e ridendo beffardo.
Attendo perché sublimo nell’attesa e mi ripeto, nella mente, come fosse un mantra, una antica nenia, come fosse una canzone che conosco o il rumore stesso dell’attesa:
“eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio, quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.”

35 Comments

        1. La fotografia, come la scrittura, è un modo magnifico per cercare di avere la meglio sullo scorrere del tempo. Spesso aiutano, anzi lo fanno tanto spesso. Ma alle volte non bastano, ed è in quei momenti che bisogna trovare quella forza in più, quel slancio che ti fa fare l’ultimo centimetro tra te e la tua meta. L’unica cosa che ha davvero importanza…

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  1. Anche per me l’attesa è qualcosa in grado di dare sicurezza e stabilità. A volte capita che quello che attendavamo non vada come previsto o che addirittura non succeda nulla di ciò che ci aspettavamo. Credo sia in questi momenti che, come hai scritto tu, è importante ricordare che in ogni caso, siamo noi i padroni del nostro destino.

    Piace a 1 persona

    1. Tutto, tutto vero. E a volte succede anche che la realtà superi, per intensità e meraviglia, l’immaginazione. E quando questo succede, perché succede, dentro senti esplodere qualcosa di talmente forte da spaventarti. E bruci come il fuoco di mille soli

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